Gianluca Petrella

(Trombone) Musicista

Gianluca è nato a Bari nel marzo del '75, si è diplomato al Conservatorio della sua città con il massimo dei voti nel '94. La sua carriera è decollata immediatamente, grazie anche alla fruttuosa collaborazione con importanti musicisti italiani e internazionali
Gianluca è nato a Bari nel marzo del '75, si è diplomato al Conservatorio della sua città con il massimo dei voti nel '94. La sua carriera è decollata immediatamente, grazie anche alla fruttuosa collaborazione con importanti musicisti italiani e internazionali, come quella come primo trombone nella O.F.P. Orchestra, iniziata nel 1995 sotto la direzione di Carla Bley, Steve Coleman e Bruno Tommaso. Ha partecipato alla compilation "Italian Jazz Today" prodotto da "Musica Jazz" e allegato alla rivista del gennaio '96. Nel '97 trascorre un periodo in Germania dove ha suonato con diversi musicisti tedeschi ed olandesi. Collabora in maniera costante con Enrico Rava, con il quale ha registrato una nutrita serie di importanti dischi, e ha collaborato con musicisti internazionali quali: Steve Swallow, Greg Osby, Carla Bley, Steve Coleman, Tom Varner, Michel Godard, Lester Bowie, Sean Bergin, Hamid Drake, Marc Ducret, Roswell Rudd, Lonnie Plaxico, Ray Anderson, Pat Metheny, Oregon, John Abercrombie, Aldo Romano, Steven Bernstein e la Sun Ra Arkestra diretta da Marshall Allen. Collaborazioni con musicisti italiani: Enrico Rava (con cui ha pubblicato importanti dischi per ECM), Paolo Fresu e altri Ha partecipato a numerosi importanti festival internazionali e club in tutto il mondo, tra i quali: Montreal, Toronto, San Francisco, Chicago, Rio de Janiero, Oslo, Londra, Berlino, Umbria Jazz e i Blue Note Jazz Club di Tokyo e New York, Buenos Aires, Santiago del Cile, Rio Tim Festival, North Sea, Istanbul, Marrakech, Cracow, Belgrado, Jakarta, Skopje, Parc Floral, Park de La Villette e Morning Paris, Les Mans, Groningen, Mannheim, New Orleans, Terraforma, RoBot Festival, Dancity, Portland, Buffalo, Washington, Bimhuis Jazz Amsterdam, Porgy and Bess Vienna, Birdland New York, Bangalore, New Dehli, Mumbai. È stato l'unico jazzista italiano ad esibirsi a L'Avana, in occasione dell'International Jazz Day Unesco 2017. È oltremodo attivo anche in territori extra-jazzistici: ha infatti collaborato con Manu Di Bango, John De Leo, in duo con Giovanni Lindo Ferretti oltreché con i vari progetti dedicati all’elettronica e ai relativi lavori discografici collegati come nel caso dei celebrati "9lazy9" (Ninja Tunes) o gli osannati e ormai storici Matmos. Relativamente a questa dimensione spiccano le collaborazioni con i celebri Ricardo Villalobos e Max Loderbauer - nel progetto Re: ECM – con Moritz von Oswald e con i dj Nicola Conte e Ralf. Nel palma-res anche una straordinaria versione jazz del lavoro classico scritto da Jon Lord per i Deep Purple, presentato al Teatro Asioli di Correggio nel corso 2006. Nel 2000 è stato membro dell’Orchestra National de Jazz diretta da Paolo Damiani. È del 2004 la svolta, come leader e per l’importante contratto discografico che lo lega con Emi/Blue Note. Attualmente, in qualità di leader, è attivo con il nuovo quintetto “Cosmic Renaissance” (con Mirko Rubegni, Francesco Ponticelli, Federico Scettri e Simone Padovani) evoluzione naturale dell’amatissima “Cosmic Band”; il nuovissimo "Trio 70's" con Michele Papadia e Stefano Tamborrino; il celebrato duo con Giovanni Guidi, “SoupStar”; il progetto in solo “Exp and Tricks”, un vero e proprio viaggio musicale nei cortometraggi dei primi anni del Cinema (produzione originale in collaborazione con la Cineteca di Bologna); in duo con Gabrio Baldacci; il quartetto “Tubolibre” (con Oren Marshall, Gabrio Baldacci e Cristiano Calcagnile); il quintetto de “Il bidone”, l’omaggio a Nino Rota. È inoltre attivissimo anche nel campo della musica elettronica, sia a livello discografico (a febbraio 2015 è uscito il suo primo disco “103 Ep” per Electronique.it) che di performance live. Collabora anche con Bobby Previte, Steven Bernstein e con il quartetto di Bojan Z, Tetraband. Inoltre ha creato, accanto a Paolo Fresu, Steven Bernstein e Marcus Rojas un quartetto "solo fiati" davvero ricco di energia, chiamato "Brass Bang!". Nel 2004 firma un contratto discografico con Emi/Blue Note. Nel 2009 fonda la Spacebone Records, la propria etichetta discografica. Nel biennio 2015/2016 ha consolidato e avviato due importanti collaborazioni in duo rispettivamente con Dj Gruff e la danzatrice Luisa Cortesi (progetto "Liquido").  

Gino Castaldo

(Giornalista) La Repubblica

Gino Castaldo, tra i piú noti giornalisti e critici musicali italiani. In realtà, ha fatto talmente tante cose, da rendere alquanto difficile elencarle tutte: libri, performance, radio, direzioni artistiche e molto altro ancora.
Gino Castaldo, tra i piú noti giornalisti e critici musicali italiani. Ha pubblicato, tra l'altro, La mela canterina. Appunti per un sillabario musicale (minimum fax 1996) e La terra promessa. Quarant'anni di cultura rock (Feltrinelli 1994). Per Einaudi Stile libero ha pubblicato Il buio, il fuoco, il desiderio, Il romanzo della canzone italiana e, con Ernesto Assante, Blues, Jazz, Pop, Rock e 33 dischi senza i quali non si può vivere. In realtà, ha fatto talmente tante cose, da rendere alquanto difficile elencarle tutte: libri, performance, radio, direzioni artistiche e molto altro ancora. Basterà ricordare che scrive per La Repubblica dalla fondazione, dirigendo tra l’altro l’indimenticabile supplemento settimanale intitolato Musica!, inventando e conducendo il programma Webnotte, e soprattutto da qualche tempo è felicemente approdato ai microfoni di Radio Rai 2 con Ema Stokholma e la regia di Edi Brundo per Back 2 Back.

Dj Ralf

(Produzione) Dj - Producer

Antonio Ferrari, aka DJ RALF, classe '57 è un' icona del night clubbing dal 1987. Il suo percorso formativo si basa su due momenti decisivi. Proviene dallo spaccato della musica rock e nei primi anni 80 occupò la consolle di locali alternativi nella città di Perugia.
Antonio Ferrari, aka DJ RALF, classe '57 è un' icona del night clubbing dal 1987. Il suo percorso formativo si basa su due momenti decisivi. Proviene dallo spaccato della musica rock e nei primi anni 80 occupò la consolle di locali alternativi nella città di Perugia quali "Lacugnana", Story Teller e "Norman e il Presidente". Una tipologia di Club innovativi all'interno dei quali Dj Ralf poté esprimere i propri gusti agendo in piena libertà nel mixare generi musicali diversi tra loro e uscendo dai rigidi stilemi dell'epoca. Questo fu il primo step rilevante nella sua formazione artistico-musicale, vissuto nel capoluogo umbro che in quel momento storico era in pieno fermento rappresentando un punto di riferimento culturale e musicale nel panorama nazionale grazie anche all'intensa vita universitaria e notturna.  

Willie Peyote

(Voce / Rap) Musicista

Nato nel 1985, torinese, Guglielmo Bruno - questo il nome all'anagrafe di Willie Peyote, tra gli artisti che hanno riscosso maggiore successo all'ultimo Concerto del Primo Maggio di Roma, è uno dei rari casi di rapper che ha cominciato a fare musica al di fuori della scena hip hop: ai tempi del liceo, infatti, suonava il basso e la batteria in alcune band punk-rock.
Nato nel 1985, torinese, Guglielmo Bruno - questo il nome all'anagrafe di Willie Peyote, tra gli artisti che hanno riscosso maggiore successo all'ultimo Concerto del Primo Maggio di Romaprossimo Concerto del Primo Maggio di Roma, è uno dei rari casi di rapper che ha cominciato a fare musica al di fuori della scena hip hop: ai tempi del liceo, infatti, suonava il basso e la batteria in alcune band punk-rock. Si avvicina attivamente alla musica rap solo durante l'ultimo anno delle superiori, inizialmente con il gruppo SOS Clique e poi da solista. Il suo approccio è caratterizzato da sempre da testi intelligenti e profondi, spesso più simili a quelli di un cantautore che a quelli di un rapper in senso stretto, e dalla volontà di sperimentare anche l'interazione con musicisti veri e propri, oltre che con produttori hip hop. Nel 2011 pubblica il suo primo lavoro, “Manuale del giovane nichilista”, e a stretto giro comincia a collaborare con un gruppo funk torinese, il Funk Shui Project. Segue nel 2013 il suo secondo lavoro, “Non è il mio genere, il genere umano”. La svolta arriva nel 2013 con il concorso per autori di canzoni Genova x Voi, dove si aggiudica la vittoria nella sezione Rapper; dopo la firma del contratto editoriale con Universal Music Publishing seguono due anni in studio, coronati dall'uscita nel 2015 dell'album “Educazione sabauda”, da indipendente. L'album riceve recensioni molto positive sia per il formato adulto che per il contenuto, tanto che verrà anche invitato da Fabio Fazio a esibirsi con il singolo “Io non sono razzista ma...” nella sua trasmissione “Che tempo che fa”. Nel 2017 fonda insieme ai collaboratori un'etichetta propria, la 451, e pubblica il suo quarto lavoro solista, “Sindrome di Tôret”, finora il più riuscito sia a livello artistico che commerciale; è realizzato interamente con l'apporto di una vera e propria band.  Il relativo tour, che proseguirà anche per tutta l'estate 2018, ha registrato il tutto esaurito nella maggior parte delle date. Non è una sorpresa, quindi, che gli organizzatori del Concerto del Primo Maggio lo abbiano voluto sul loro prestigioso palco.

Nu Guinea

(Produzione) Musicisti - Producers

Massimo Di Lena e Lucio Aquilina – alias Nu Guinea – il loro EP d’esordio risale al 2014 ed è il risultato di una ricerca finalizzata alla fusione di suoni diversi, dalla disco meno tradizionale e più “clandestina” (quella delle origini, dei basement newyorkesi, più vicina al funk) alla musica etnica, quella che per comodità si è soliti chiamare world music. Il trasferimento a Berlino avviene quasi quattro anni fa, dettato più dal desiderio di risiedere in una città vivibile che facilita le relazioni interpersonali e la quotidianità spicciola che da quello di essere influenzati dalla sua vivace scena musicale.
Massimo Di Lena e Lucio Aquilina – alias Nu Guinea – il loro EP d’esordio risale al 2014 ed è il risultato di una ricerca finalizzata alla fusione di suoni diversi, dalla disco meno tradizionale e più “clandestina” (quella delle origini, dei basement newyorkesi, più vicina al funk) alla musica etnica, quella che per comodità si è soliti chiamare world music. Il trasferimento a Berlino avviene quasi quattro anni fa, dettato più dal desiderio di risiedere in una città vivibile che facilita le relazioni interpersonali e la quotidianità spicciola che da quello di essere influenzati dalla sua vivace scena musicale. Dopo l’EP WorldThe Tony Allen Experiments mette in scena l’incontro tra l’elettronica e le registrazioni originali della batteria di Tony Allen, il creatore, con Fela Kuti, dell’afrobeat. E arriviamo al presente quando, per la loro etichetta NG, esce Nuova Napoli, titolo scelto in omaggio al film del 1982 No, grazie, il caffè mi rende nervoso, interpretato da Massimo Troisi e Lello Arena: ci troviamo di fronte a un viaggio quasi filologico all’interno di quel Napoli sound che uscì dalla città partenopea a metà degli anni settanta, fatto di blues, jazz-rock, influenze africane e tradizione rivisitata, e che ebbe tra i suoi alfieri Napoli Centrale, Pino Daniele, Tony Esposito, James Senese e Tullio De Piscopo. Per la prima volta i Nu Guinea si aprono alla collaborazione con altri musicisti, giovani esponenti della nuova scena musicale napoletana, e l’esito è affascinante: ci troviamo immersi in quel suono che ha caratterizzato la nostra adolescenza (o almeno la mia) ma reso più attuale dalle esperienze elettroniche di Di Lena e Aquilina. Strumenti tradizionali, sintetizzatori, batteria elettronica e la bella voce di Fabiana Martone che canta in dialetto riescono a creare un ponte tra il passato e il presente, dando vita in ultima analisi a una contaminazione di qualcosa che in origine era già frutto di una contaminazione. Tra i sette brani che compongono la raccolta, svetta l’uno-due di “Je vulesse”, il cui testo è un estratto della poesia “Je vulesse truvà pace” di Eduardo De Filippo, e “Ddoje facce”, canzone perfetta per una passeggiata nei vicoli del Rione Sanità. Del resto è proprio quello che i Nu Guinea raccomandano sulla loro pagina Bandcamp: ascoltare il loro disco perdendosi tra i vicoli di Napoli, tra panni stesi e Apecar di venditori ambulanti.  

Jolly Mare

(Produzione) Dj - Producer

“New face of Italian Disco”: all’estero gira già da un po’ di tempo questa definizione attorno a Jolly Mare. Considerando la ricchezza del patrimonio Italo Disco e del credito da culto assoluto che gode fuori dai confini italiani, è di sicuro una definizione lusinghiera.
“New face of Italian Disco”: all’estero gira già da un po’ di tempo questa definizione attorno a Jolly Mare. Considerando la ricchezza del patrimonio Italo Disco e del credito da culto assoluto che gode fuori dai confini italiani, è di sicuro una definizione lusinghiera. Al tempo stesso, è però riduttiva ed imprecisa: perché se è vero che nella sua musica Jolly Mare incorpora vari elementi presi dagli anni ’80 in chiave dance (electro e dintorni, in primis), è altrettanto vero che riesce a cavalcare in maniera personalissima territori musicali molto più vasti, trovando sempre un equilibrio che a parole è inspiegabile mentre nei fatti (e nei dancefloor) risulta assolutamente perfetto e centrato. Merito della sua capacità tecnica (un passato da turntablist di alto livello, con tanto di titolo IDA – International Dj Association – nel 2010); ma merito anche e soprattutto della sua sfaccettata sensibilità musicale: una profonda conoscenza di tutti gli alfabeti del funk, una sensibilità “cosmica” che gli permette immaginifici re-edit (anche a sorpresa, come quelli su Pino Daniele e Vasco Rossi), una inappuntabile padronanza anche delle architetture a cassa dritta (house, o pure certe suggestioni detroitiane): il tutto fuso in una veste sonora che riesce ad essere magicamente senza tempo, piena di omaggi e riferimenti al passato ma con la capacità di suonare in modo del tutto contemporaneo, anzi, spesso ancora direttamente ultra-futuristico. Un talento cristallino. A certificarlo, le esibizioni in festival come il Sonar (il suo set è stata una delle grandi sorprese dell’edizione 2014) o gli inglesi Parklife, Bestival, Tramilines. Così come significativa è stata la chiamata della Red Bull Music Academy 2013, a New York, dove Fabrizio Martina (questo il suo nome all’anagrafe) ha aperto a mostri sacri come i Masters At Work o creato musica assieme a geni come Thundercat (il bassista di fiducia di Flying Lotus). Si muove già su traiettorie internazionali, Jolly Mare, come non sempre accade ai dj e producer italiani. Ma questo non inficia assolutamente il suo rapporto con la scena di casa nostra: tra slot come guest di punta a vari festival (Streamfest, Jazz:Re:Found) e serate di alto livello (la condivisione di consolle con Theo Parrish al Magga, alla serata Harmonized, o le ospitate speciali per Le Cannibale a Milano), quello che si ha davanti è di sicuro uno dei nomi su cui scommettere di più per il futuro. E, in realtà, anche per il presente.

Andrea Lombardini

(Basso) Musicista

Andrea Lombardini è uno dei più originali bassisti elettrici europei. Esordisce poco più che ventenne con i randomania, insieme a Gianluca Petrella, Roberto Cecchetto e U.T.Gandhi, la band riceve ottimi consensi e registra due dischi.
Andrea Lombardini è uno dei più originali bassisti elettrici europei. Esordisce poco più che ventenne con i randomania, insieme  a Gianluca Petrella, Roberto Cecchetto e U.T.Gandhi, la band riceve ottimi consensi e registra due dischi. Il suo progetto da leader, ALT (Andrea Lombardini Trio), col quale vince il concorso di Baronissi Jazz nel 2002 e registra un disco l’anno seguente, è una band a formazione variabile incentrata sulle proprie angolari composizioni, suonano in ALT Michele Polga, Pietro Tonolo, Dan Kinzelman, Paolo Birro, Roberto Rossi, Phil Mer. Nel 2004 vince il concorso internazionale per bassisti  Euro Bass Day.  Due anni dopo registra in USA ALT88, con Bob Gullotti, batterista e fondatore dei Fringe, e il nuovo talento internazionale del pianoforte Leo Genovese. Dal 2008 compone e arrangia per il quintetto BROKEN BAND con Fulvio Sigurtà, Francesco Bigoni, Federico Casagrande e Marcos Cavalerio e registra il disco Today. Degna di nota anche la formazione Chiamalo, trio rock-jazz con Tolo Marton, il massimo esponente della chitarra rock-blues italiana. Nel 2010 fonda THE PLUG, trio acustico-elettrico con Giovanni Giorgi e Gianluca Petrella e registra il disco Dawn.  Suona con Steve Cardenas, Kelvin Sholar e Micheal Blake insieme a Tommaso Cappellato. Nel 2013 esce THE FRAMERS, progetto scritto a quattro mani con Phil Mer in cui suonano Jason Lindner, F.Sigurtà, F.Bearzatti, ospiti vocali Malika Ayane e Mario Biondi. Nel 2014 esce il secondo disco Notturni , con ospiti Francesco Renga ed Annalisa Scarrone. Registra per la CAM Jazz il disco SPL di Fulvio Sigurtà insieme ad Alessandro Paternesi. Nel 2014 escono ben due dischi del quartetto poL0, il primo Pleasures, in febbraio per l’etichetta Auand, e il secondo Back Home in Novembre per la CAM Jazz. Nel 2015 esce il disco in trio del chitarrista milanese Roberto Cecchetto  per la NAU records. Nel 2016 registra il proprio album solista per la CAM Jazz con Michel Godard ed Emanuele Maniscalco.  Musicista richiesto anche in ambito extrajazzistico collabora con Annalisa Scarrone (come Direttore Musicale del Non So Ballare Tour), Francesco Renga, Malika Ayane, Mario Biondi, Red Canzian, Erica Mou, Chris Costa. Ha seguito seminari e masterclass al Berklee College of Music, Siena Jazz, EuroMeet/New School e con i musicisti Lee Konitz e Steve Swallow. E’ laureato in filosofia con tesi in estetica musicale e in jazz presso il Conservatorio Steffani di Castelfranco, TV. Insegna basso elettrico jazz al Conservatorio Tomadini di Udine.   

Tommaso Cappellato

(Batteria / Percussioni) Musicista

Tommaso Cappellato è produttore, musicista, DJ e compositore. Un anticonformista della scena musicale, capace di spaziare dalla free-form techno alle produzioni hip hop e all’improvvisazione jazz.
Tommaso Cappellato è produttore, musicista, DJ e compositore. Un anticonformista della scena musicale, capace di spaziare dalla free-form techno alle produzioni hip hop e all’improvvisazione jazz. Un autentico artista “new school”, eclettico, attratto dai suoni fuor i dai confini del jazz, capace di muoversi dento un ampio range musicale.Cresciuto sotto l'ala dei visionari Harry Whitaker (Black Renaissance) e Michael Carvin (Pharoah Sanders), collaboratore del maestro della techno romana Donato Dozzy, arriva alla presentazione del suo progetto solista "Aforemention" dopo una lunga esperienza a NYC. Protagonista di escursioni hip hop al fianco di Brooklyn MC Yah Supreme e di lunghi viaggi in Senegal, collaboratore di Rabih Beaini, artista dell'elettronica sperimentale e della techno, e del visionario produttore egiziano Maurice Louca, Tommaso è l'uomo del moderno rinascimento, riuscito, grazie all’esplorazione artistica, a creare il proprio concetto di jazz elettronico sperimentale."Aforemention" tiene conto di tutte le esperienze passate di Tommaso. È il viaggio di un uomo attraverso il suono, che vanta la collaborazione di tre artisti: il leggendario batterista Victor Lewis, Nia Andrews (Inglewood, CA), e Dulcinea Detwah. Utilizzando batterie, synth analogici e la propria voce, con questo album Tommaso è riuscito a creare un lavoro capace di evocare spazi interiori, reami lontani e nuove idee.

Patrick Benifei

(Tastiere / Voce) Casino Royale ‐ Bluebeaters

E’ il 1994, l’anno in cui si formano i Bluebeaters, band di cui Patrick, classe ’73, è ora il cantante, dopo che Giuliano Palma ha intrapreso una fortunata carriera solista. Sì, i Bluebeaters: alcuni dischi d’oro già alle spalle e quel nome ispirato al jamaican blues degli anni ’60, una band composta da musicisti di vari importanti gruppi della scena lombardo-piemontese.
E’ il 1994, l’anno in cui si formano i Bluebeaters, band di cui Patrick, classe ’73, è ora il cantante, dopo che Giuliano Palma ha intrapreso una fortunata carriera solista. Sì, i Bluebeaters: alcuni dischi d’oro già alle spalle e quel nome ispirato al jamaican blues degli anni ’60, una band composta da musicisti di vari importanti gruppi della scena lombardo-piemontese. Ora Patrick si chiama “Pat Cosmo”, e da poco ha scoperto la meravigliosa forza della propria voce, che aveva usato solo nei cori.  Pat Cosmo, cantante, polistrumentista, produttore e membro di band storiche come Casino Royale, The Bluebeaters (per l’appunto) e Africa Unite, vanta importanti collaborazioni e ne citeremo alcune: con Zibba in La medicina e il dolore nel disco Muoviti Svelto, con Mecna in ‘Roar’ nel disco Laska, con Ensi in ‘Change’ nel disco ‘Rock Steady’, con Egreen come produttore nel brano ‘Il Grande Freddo’ nel disco ‘Beats&Hate’, come pianista in tre brani nel disco di Ghemon ‘Orchidee’, con Neffa come pianista, corista in tour e negli album e scrittore in Tanta Luce nell’album ‘Alla Fine Della Notte’, per dirvene un paio. Si annoverano altre collaborazioni con Stokka & Madbuddy, MacroMarco, Tay1, Videomind e molti altri, talvolta usando proprio il nickname Pat Cosmo, insomma, lui non ha trascorso il suo tempo girando i pollici e aspettando di divenire un artista, dicendo però di esserlo, come capita troppe volte di sentirne in giro, nell’ultimo periodo. ‘Sono Qui’ è un brano sentimentale, quasi una dedica che Patrick vuole personalmente consegnare a tutti coloro che lo hanno accompagnato nel suo percorso, lo stesso che ora muove verso nuove strade. Elementi classici, il piano, ed elementi moderni, i beat e i synth che se pur non rispecchiano sonorità prettamente rap, quindi le sue radici per certi versi, vestono le melodie in modo perfetto e danno ritmo al pezzo senza crearne sbavature, pop chiaramente pop ma funziona alla grande. Il testo? Beh, ascoltate e capirete voi stessi con quanta passione è stato scritto. Il video clip del singolo è stato girato a Milano sul naviglio, e insieme a lui ci sono tanti di quei personaggi di cui prima accennato (Dee Mo, Ensi, E-Green) che lo hanno accompagnato e che qui tornano ad essere al suo fianco, per un saluto, per un gesto di supporto. Patrick Benifei, aka Pat Cosmo, questo è ‘Sono Qui’.  

Luigi Ranghino

(Pianoforte / Composizione) Musicista

Luigi Ranghino ha suonato, partecipando a rassegne internazionali, con John Ethergide, Alan Skidmore, Wayne Darling, Jim Dvorak, Monty Waters, Giovanni Tommaso, Attilio Zanchi, Tino Tracanna, Walter Donatiello, Tiziano Tononi, Daniele Cavallanti, Michelangelo Flammia. Ha collaborato con il chitarrista Bireli Lagrene.
Luigi Ranghino ha studiato Pianoforte con il M° Carlo Pestalozza, Composizione con il M° Vittorio Fellegara; M° Danilo Lorenzini, M° Mario Garuti, Jazz con il M° Franco D’Andrea. Ha suonato, partecipando a rassegne internazionali, con John Ethergide, Alan Skidmore, Wayne Darling, Jim Dvorak, Monty Waters, Giovanni Tommaso, Attilio Zanchi, Tino Tracanna, Walter Donatiello, Tiziano Tononi, Daniele cavallanti, Michelangelo Flammia. Ha collaborato con il chitarrista Bireli Lagrene. Nel 1991 forma un trio “Three Views” con il quale ha partecipato a rassegne ed a Festival Nazionali ed Internazionali: Torino, Monaco, Sibiu, Berlino, Zagabria, Maribor. Come compositore-esecutore di musiche per il teatro ha partecipato, accompagnando l’attore e mimo Johnny Melville ai Festival Internazionali di Amburgo, Amsterdam, Vienna, Zurigo, Berlino, Tokyio, Copenaghen, Montreal e collaborando con: Roberto Sbaratto, Banda Osiris, Bustric, Leo Bassi e Teatro della Tosse di Genova. Nel 1998 ha collaborazione alla realizzazione del video di Franco D’Andrea “Dall’Africa allo Swing- la poliritmia nel linguaggio jazz”. Ha iniziato l’attività didattica nel 1980 presso la scuola di musica “F.A. Vallotti” di Vercelli. Dal 1987 al 2001, in qualità di assistente ha tenuto con Franco D’Andrea le classi di “Piano Jazz” ed i “Laboratori di Musica d’ insieme” presso il “Centro Professione Musica” di Milano. Ha partecipato come insegnante, dal 1988 al 1990, ai Seminari Jazz di Ingolstad. Attualmente insegna Pianoforte Jazz, Musica d’Insieme presso il “Centro Vercelli Musica”, fondato con Claudio Saveriano nel 1992, e presso il CEMM (Centro Educativo Musica Moderna) di Bussero. In collaborazione con Franco D’Andrea e Luca Bragalini, per i tipi della Volontè & Co, ha pubblicato il volume “ Aree Intervallari” sull’improvvisazione e composizione.  

Raffaele Costantino

(Giornalista) Radio Rai 2

Dj, produttore, conduttore radiofonico, consulente musicale. Ogni sera, da dieci anni su Rai Radio 2, conduce Musical Box, trasmissione considerata punto di riferimento unico nel panorama radiofonico nazionale. Conduce mensilmente Soundreef Waves, il primo radioshow di Soundreef.
Dj, produttore, conduttore radiofonico, consulente musicale. Ogni sera, da dieci anni su Rai Radio 2, conduce Musical Box, trasmissione considerata punto di riferimento unico nel panorama radiofonico nazionale. Conduce mensilmente Soundreef Waves, il primo radioshow di Soundreef. Con il suo alias Dj Khalab ha uno spazio tutto suo nella programmazione di WorldwideFM, radio digitale internazionale di Gilles Peterson. Nei suoi dj set ad ampio spettro ci trovi anticipazioni discografiche, remix inediti, gemme dal passato, classici del groove di ogni generazione. Hip Hop, Jazz, ritmi secolari e imprevedibili futuri dall’Africa, dall’America Latina. Con lui non ci sono schemi, non c’è un tragitto prestabilito: le traiettorie cambiano ogni notte, a ogni dj set, sorprendendo la pista da ballo con un’estetica insolita, senza tempo.  

Damir Ivic

(Giornalista) Il Mucchio - Soundwall

Scrive di musica a trecentosessanta gradi (con predilezione per l’elettronica). Odia chi resta solo in camera ad ascoltare (perché suoni e sensazioni vanno vissuti sul campo). Storica firma del Mucchio. Responsabile di produzione per Dna Concerti. Autore di libri editi per Arcana. Collaboratore di vari festival. Occasionalmente copywriter. Inspiegabilmente tifoso dell’Hellas Verona.
Tra i più accreditati giornalisti nella club culture italiana, fin dagli anni 90 segue ed esplora con attenzione le sub cultura musicali che spesso si trasformano in brevissimo tempo in fenomeni di massa. Scrive di musica a trecentosessanta gradi (con predilezione per l’elettronica). Odia chi resta solo in camera ad ascoltare (perché suoni e sensazioni vanno vissuti sul campo). Storica firma del Mucchio. Responsabile di produzione per Dna Concerti. Autore di libri editi per Arcana. Collaboratore di vari festival. Occasionalmente copywriter. Inspiegabilmente tifoso dell’Hellas Verona.

Dino Lupelli

(Giornalista) Linecheck - Elita

Dino Lupelli è giornalista e project manager culturale, ha collaborato con Arezzo Wave Festival per il quale ha gestito il progetto Elettrowave. Nel 2006 ha fondato Elita Design Week Festival, manifestazione multi-culturale connettore del Fuorisalone. Sviluppa progetti legati al mondo delle culture contemporanee, tra cui IF! Festival, Italians Festival, il Festival della Creatività.
Dino Lupelli è giornalista e project manager culturale, ha collaborato con Arezzo Wave Festival per il quale ha gestito il progetto Elettrowave. Nel 2006 ha fondato Elita Design Week Festival, manifestazione multi-culturale connettore del Fuorisalone. Sviluppa progetti legati al mondo delle culture contemporanee, tra cui IF! Festival, Italians Festival, il Festival della Creatività. Insegna tecniche di organizzazione di eventi culturali allo IED (Istituto Europeo di Design) e saltuariamente programma, come dj, musica di qualità per eventi speciali. Appassionato di nuove tecnologie e social media ha elaborato un nuovo concetto di entertainment company – Elita – in grado di dialogare con un’ampia community di appassionati di musica, cultura, arte e in grado di offrire servizi ai brand (Nike, Red Bull, BMW e tanti altri) per le loro strategie di comunicazione. E’ inoltre fondatore di Linecheck, music festival dedicato ai professionisti del settore della music industry.